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Tecniche e strumenti

Gas tracciante: quando è l’unico metodo per trovare la perdita

Pubblicato il 12/03/2026 · Ricerca Perdite Acqua Milano
In breve

Il gas tracciante è una miscela di idrogeno al 5% e azoto al 95% che viene immessa nel tubo svuotato. Il gas esce dalla falla, attraversa massetto e piastrelle e viene rilevato in superficie da un sensore. È l’unico metodo affidabile per microperdite silenziose, tubi profondi e pavimenti flottanti.

Ci sono perdite che non fanno rumore e non cambiano temperatura. Una goccia ogni pochi secondi da un tubo dell’acqua fredda, sotto 12 centimetri di massetto e un parquet flottante, è invisibile al geofono e alla termocamera. Eppure in un mese sono 100-200 litri nel solaio del vicino. In questi casi il gas tracciante è l’unico metodo che funziona, perché non cerca un effetto della perdita ma la perdita stessa: il gas esce esattamente dal buco e sale in superficie.

Che cos’è il gas tracciante?

È una miscela di idrogeno al 5% e azoto al 95%, non infiammabile e non tossica, certificata per uso alimentare. L’idrogeno è la molecola più piccola e leggera che esista: attraversa cemento, massetti, colla per piastrelle e fughe, e sale verticalmente. Dove c’è un foro nel tubo, il gas esce e raggiunge la superficie in pochi minuti, quasi esattamente sopra il punto della falla.

Il rilevatore è un sensore a semiconduttore sensibile a poche parti per milione. Il tecnico lo passa a pavimento e legge un valore numerico: dove il numero sale, il gas sta uscendo.

Come si svolge la prova con gas tracciante?

  1. Isolamento del circuito: si chiude il contatore e si identifica il ramo sospetto, per esempio la sola acqua fredda del bagno.
  2. Svuotamento: si scarica l’acqua dal tubo aprendo il punto più basso. Un tubo pieno d’acqua non lascia passare il gas.
  3. Immissione: si collega la bombola a un rubinetto o al contatore con un riduttore, e si porta il tubo a 1-3 bar di pressione con la miscela.
  4. Attesa: 10-30 minuti, a seconda della profondità del tubo e del tipo di pavimento. Il gas deve avere il tempo di attraversare il massetto.
  5. Scansione: si passa il sensore a pavimento e lungo le pareti seguendo il percorso del tubo. Il punto con il valore massimo viene segnato.
  6. Verifica e scarico: si ripete la lettura dopo qualche minuto per confermare, poi si scarica il gas e si rimette l’acqua.

Il tempo totale è di 1-2 ore. Il gas non lascia residui, non danneggia i tubi e non altera l’acqua potabile.

Quando il gas tracciante è indispensabile?

Nella pratica di Ricerca Perdite Acqua Milano si ricorre al gas in circa un caso su quattro. I casi tipici:

  • Microperdite: sotto 1 litro all’ora la perdita è quasi muta e non raffredda né scalda nulla. Il gas esce comunque.
  • Pavimenti flottanti e parquet: attutiscono il suono per il geofono e isolano il calore per la termocamera. Il gas passa attraverso le fughe e i bordi delle tavole.
  • Tubi profondi o sotto soletta: nei palazzi storici del centro, con tubi passati in cavedi e sotto volte, il gas è spesso l’unica strada.
  • Tubazioni interrate in giardino: in una villa a Segrate o a San Donato, con 40 metri di polietilene sotto il prato, il gas sale attraverso il terreno e indica il punto entro mezzo metro.
  • Impianti antincendio e piscine: circuiti lunghi e poco accessibili, dove la prova di tenuta dice che c’è una perdita ma non dove. Vedi ricerca perdite piscina.
  • Verifica dopo la riparazione: si rimette il gas e si controlla che non esca più nulla, prima di chiudere il pavimento.

Quali sono i limiti del gas tracciante?

Non è una bacchetta magica. Ha tre limiti che un tecnico onesto ti dice prima:

  • Serve svuotare il tubo, quindi l’acqua resta chiusa per 1-2 ore in quel ramo.
  • Su pavimenti molto sigillati, come resine continue o gomma industriale, il gas può migrare lateralmente e uscire a distanza dal punto reale. Il tecnico lo sa e corregge la lettura con la termocamera.
  • Non funziona sugli scarichi: non sono in pressione e non si possono chiudere ermeticamente. Per quelli serve la videoispezione.

Quanto costa la ricerca con gas tracciante a Milano?

Il gas è l’unico strumento con un costo di consumo reale, la bombola. Per questo un sopralluogo che lo richiede si colloca nella fascia alta, in genere a preventivo a seconda della lunghezza dell’impianto. Il prezzo viene concordato prima di aprire la bombola, mai a sorpresa. Rispetto all’alternativa, cioè aprire un pavimento in parquet a tentativi, il risparmio è evidente: un ripristino di parquet costa a preventivo al metro quadro. Trovi tutte le fasce nella pagina prezzi.

Il gas tracciante è sicuro in casa?

Sì. La concentrazione di idrogeno al 5% è ben sotto la soglia di infiammabilità, che parte dal 4% in aria libera ma richiede un accumulo che qui non avviene, perché il gas è diluito nell’azoto e si disperde subito. La stessa miscela si usa nell’industria alimentare per cercare perdite negli impianti di imbottigliamento. Non serve aprire finestre né uscire di casa.

Domande frequenti

Il gas tracciante danneggia i tubi o l’acqua potabile?

No. La miscela idrogeno-azoto è inerte verso rame, ferro, multistrato e polietilene, e non lascia residui. Dopo la prova si scarica il gas, si rimette l’acqua e si fa scorrere un minuto: l’impianto torna come prima.

Quanto tempo resta chiusa l’acqua?

Da 1 a 2 ore, solo sul ramo in prova. Se si cerca sull’acqua fredda del bagno, la cucina e l’acqua calda restano in funzione. Il tecnico te lo dice prima di iniziare.

Il gas tracciante trova perdite in giardino?

Sì, è uno dei suoi usi migliori. Il gas sale attraverso terra e ghiaia e viene rilevato in superficie con una campana a terra. La precisione su tubi interrati è di circa 30-50 centimetri.

Perché costa più del geofono?

Perché consuma una bombola di miscela certificata e richiede più tempo: svuotamento, immissione, attesa e scansione. Si usa solo quando gli altri strumenti non bastano, e il prezzo viene fissato prima.

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