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Tecniche e strumenti

Correlatore e ultrasuoni: trovare perdite su tubazioni interrate

Pubblicato il 28/04/2026 · Ricerca Perdite Acqua Milano
In breve

Il correlatore acustico mette due sensori ai capi di un tratto di tubo interrato e calcola dove si trova la perdita dal ritardo con cui il rumore arriva ai due punti. Gli ultrasuoni rilevano le vibrazioni ad alta frequenza su valvole e giunti. Insieme localizzano perdite su decine di metri di tubo senza scavare.

Quando la perdita è su un tubo interrato lungo, un cortile condominiale, il viale di una villa, la rete idrica di un capannone, il geofono da solo non basta. Ascoltare ogni 30 centimetri su 80 metri di tubo richiede ore e il suono si smorza nel terreno. Il correlatore acustico risolve il problema con la matematica: due sensori, un rumore, un calcolo del ritardo, e la perdita viene posizionata con precisione di 20-50 centimetri senza scavare. Gli ultrasuoni completano il lavoro sui punti accessibili. Vediamo come funzionano.

Che cos’è un correlatore acustico?

È un sistema formato da due o tre sensori radio e un’unità centrale. I sensori si applicano su due punti accessibili del tubo, per esempio due saracinesche, un contatore e un idrante, o due pozzetti. Il rumore della perdita viaggia lungo il tubo in entrambe le direzioni e arriva ai due sensori in tempi diversi. L’unità centrale confronta i due segnali e calcola il ritardo.

Conoscendo la distanza tra i sensori, il materiale e il diametro del tubo, il software ricava la velocità del suono nel tubo e trasforma il ritardo in metri: la perdita è a tot metri dal sensore A. Il tutto in 5-15 minuti di misura.

Perché serve conoscere il materiale del tubo?

Perché il suono corre a velocità diverse: circa 1.200 m/s nell’acciaio e nella ghisa, 300-400 m/s nel polietilene. Se il tecnico sbaglia materiale, sbaglia la posizione di metri. Per questo, prima della misura, si controlla il tubo in un pozzetto, si consulta la planimetria dell’impianto o, per la rete pubblica, si chiede al gestore. In molti cortili milanesi il tubo cambia materiale a metà strada, dove una riparazione degli anni ’90 ha sostituito un tratto di ferro con polietilene: il correlatore lo gestisce inserendo due tratti diversi.

Come si svolge la ricerca con correlatore?

  1. Mappatura del tubo: si individua il percorso con un cercatubi o con la planimetria, e si misura la distanza tra i due punti di contatto.
  2. Posizionamento dei sensori: si fissano con magnete su saracinesche, contatori, flange o idranti.
  3. Misura: si registrano 2-5 minuti di segnale, di notte o nelle ore tranquille per ridurre il rumore di fondo.
  4. Calcolo: il software mostra un picco di correlazione e la distanza dal sensore.
  5. Conferma a terra: si va nel punto indicato con il geofono ad asta e si verifica il massimo del rumore. Se possibile si usa anche il gas tracciante.
  6. Marcatura: si segna il punto con vernice e si indica la profondità stimata.

Cosa fanno gli ultrasuoni?

Il rilevatore a ultrasuoni ascolta frequenze tra 20 e 100 kHz, molto più alte del geofono. Una perdita in pressione genera turbolenza e la turbolenza emette ultrasuoni. Il vantaggio è che il rumore di fondo (traffico, voci, macchinari) sta tutto sotto i 20 kHz, quindi lo strumento è quasi immune ai disturbi. Lo svantaggio è che gli ultrasuoni si propagano poco: servono per ispezionare punti accessibili, non per cercare sotto metri di terra.

Si usano quindi su:

  • valvole, saracinesche e flange in centrale termica, dove una perdita interna non si vede dall’esterno;
  • collettori e giunti degli impianti industriali, anche con aria compressa e gas;
  • tubi a vista in box interrati e cantine, per verificare un giunto sospetto in pochi secondi;
  • controllo di tenuta di rubinetti di arresto e valvole di non ritorno.

In quali situazioni si usano a Milano?

  • Cortili condominiali: il tubo dal contatore MM Spa al piede delle colonne attraversa il cortile, spesso sotto autobloccanti o asfalto. Una perdita qui fa girare il contatore generale e finisce nelle spese comuni.
  • Ville con giardino nell’hinterland, da Segrate a Cusago, con 30-100 metri di polietilene tra contatore e casa.
  • Capannoni e aziende a Rho, Lainate e Cinisello, con reti antincendio e di processo. Vedi ricerca perdite azienda e capannone.
  • Box e autorimesse interrate, dove il tubo passa nel massetto della rampa. Vedi ricerca perdite cantina e box.

Precisione, limiti e costi

La precisione tipica del correlatore è di 20-50 centimetri su tubi metallici, 50-100 centimetri su polietilene. La conferma con geofono e gas la porta a pochi decimetri. Il limite principale è la necessità di due punti di contatto sul tubo: se il tratto è completamente interrato senza pozzetti, si lavora con il gas tracciante. Il correlatore non funziona su scarichi e fognature, che non sono in pressione: per quelle serve la videoispezione.

Un intervento su tubazione interrata rientra nella fascia a preventivo, perché richiede più strumenti e più tempo. Il confronto va fatto con lo scavo: aprire 30 metri di cortile a tentativi costa migliaia di euro, uno scavo mirato di un metro costa a preventivo. La relazione di Ricerca Perdite Acqua Milano indica punto, profondità e materiale, così l’impresa che scava sa esattamente cosa troverà.

Domande frequenti

Il correlatore funziona su tubi in plastica?

Sì, ma con precisione minore, perché il polietilene smorza il suono. Il tecnico riduce la distanza tra i sensori, se possibile, e conferma il punto con il gas tracciante o il geofono ad asta.

Serve scavare per applicare i sensori?

No. I sensori si fissano con un magnete su punti già accessibili: saracinesche nei pozzetti, contatore, idranti, flange in centrale. Se non ci sono due punti di contatto, si usa il gas tracciante.

Quanto dura una ricerca con correlatore?

La misura in sé dura 5-15 minuti. Con la mappatura del tubo, la conferma a terra e la relazione si arriva a 2-3 ore. Per reti industriali lunghe si può impiegare una giornata.

Chi paga la perdita nel cortile condominiale?

Il tratto dal contatore generale alle colonne è parte comune ai sensi dell’art. 1117 c.c., quindi la ricerca e la riparazione si ripartiscono per millesimi secondo l’art. 1123 c.c. L’amministratore può attivare la polizza globale fabbricato.

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