Il correlatore acustico mette due sensori ai capi di un tratto di tubo interrato e calcola dove si trova la perdita dal ritardo con cui il rumore arriva ai due punti. Gli ultrasuoni rilevano le vibrazioni ad alta frequenza su valvole e giunti. Insieme localizzano perdite su decine di metri di tubo senza scavare.
Quando la perdita è su un tubo interrato lungo, un cortile condominiale, il viale di una villa, la rete idrica di un capannone, il geofono da solo non basta. Ascoltare ogni 30 centimetri su 80 metri di tubo richiede ore e il suono si smorza nel terreno. Il correlatore acustico risolve il problema con la matematica: due sensori, un rumore, un calcolo del ritardo, e la perdita viene posizionata con precisione di 20-50 centimetri senza scavare. Gli ultrasuoni completano il lavoro sui punti accessibili. Vediamo come funzionano.
È un sistema formato da due o tre sensori radio e un’unità centrale. I sensori si applicano su due punti accessibili del tubo, per esempio due saracinesche, un contatore e un idrante, o due pozzetti. Il rumore della perdita viaggia lungo il tubo in entrambe le direzioni e arriva ai due sensori in tempi diversi. L’unità centrale confronta i due segnali e calcola il ritardo.
Conoscendo la distanza tra i sensori, il materiale e il diametro del tubo, il software ricava la velocità del suono nel tubo e trasforma il ritardo in metri: la perdita è a tot metri dal sensore A. Il tutto in 5-15 minuti di misura.
Perché il suono corre a velocità diverse: circa 1.200 m/s nell’acciaio e nella ghisa, 300-400 m/s nel polietilene. Se il tecnico sbaglia materiale, sbaglia la posizione di metri. Per questo, prima della misura, si controlla il tubo in un pozzetto, si consulta la planimetria dell’impianto o, per la rete pubblica, si chiede al gestore. In molti cortili milanesi il tubo cambia materiale a metà strada, dove una riparazione degli anni ’90 ha sostituito un tratto di ferro con polietilene: il correlatore lo gestisce inserendo due tratti diversi.
Il rilevatore a ultrasuoni ascolta frequenze tra 20 e 100 kHz, molto più alte del geofono. Una perdita in pressione genera turbolenza e la turbolenza emette ultrasuoni. Il vantaggio è che il rumore di fondo (traffico, voci, macchinari) sta tutto sotto i 20 kHz, quindi lo strumento è quasi immune ai disturbi. Lo svantaggio è che gli ultrasuoni si propagano poco: servono per ispezionare punti accessibili, non per cercare sotto metri di terra.
Si usano quindi su:
La precisione tipica del correlatore è di 20-50 centimetri su tubi metallici, 50-100 centimetri su polietilene. La conferma con geofono e gas la porta a pochi decimetri. Il limite principale è la necessità di due punti di contatto sul tubo: se il tratto è completamente interrato senza pozzetti, si lavora con il gas tracciante. Il correlatore non funziona su scarichi e fognature, che non sono in pressione: per quelle serve la videoispezione.
Un intervento su tubazione interrata rientra nella fascia a preventivo, perché richiede più strumenti e più tempo. Il confronto va fatto con lo scavo: aprire 30 metri di cortile a tentativi costa migliaia di euro, uno scavo mirato di un metro costa a preventivo. La relazione di Ricerca Perdite Acqua Milano indica punto, profondità e materiale, così l’impresa che scava sa esattamente cosa troverà.
Sì, ma con precisione minore, perché il polietilene smorza il suono. Il tecnico riduce la distanza tra i sensori, se possibile, e conferma il punto con il gas tracciante o il geofono ad asta.
No. I sensori si fissano con un magnete su punti già accessibili: saracinesche nei pozzetti, contatore, idranti, flange in centrale. Se non ci sono due punti di contatto, si usa il gas tracciante.
La misura in sé dura 5-15 minuti. Con la mappatura del tubo, la conferma a terra e la relazione si arriva a 2-3 ore. Per reti industriali lunghe si può impiegare una giornata.
Il tratto dal contatore generale alle colonne è parte comune ai sensi dell’art. 1117 c.c., quindi la ricerca e la riparazione si ripartiscono per millesimi secondo l’art. 1123 c.c. L’amministratore può attivare la polizza globale fabbricato.
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