Se la caldaia perde pressione e devi ricaricare il circuito più di una volta al mese, c’è una perdita nell’impianto di riscaldamento: radiatori, valvole, tracce a pavimento o vaso d’espansione. Con prova di tenuta e gas tracciante si trova il punto esatto senza demolire, a preventivo.
Una caldaia che perde pressione ha quasi sempre una perdita d’acqua nell’impianto di riscaldamento. Il manometro scende da 1,5 bar a 0,5 in pochi giorni, la caldaia va in blocco, tu ricarichi dal rubinetto di carico e il ciclo ricomincia. Se succede più di una volta al mese e non ci sono sfiati d’aria da fare, l’acqua sta uscendo da un radiatore, da una valvola, da un tubo nelle tracce o dalla serpentina a pavimento. In questa guida vedi come distinguere le cause, cosa controllare da solo e come si trova il punto esatto senza rompere.
Un impianto a circuito chiuso non consuma acqua. Se la pressione cala, l’acqua è uscita o è stata sostituita dall’aria. Le cause si dividono in quattro gruppi.
Il metodo standard per l’impianto di riscaldamento combina tre strumenti.
Con l’impianto acceso, la termocamera mostra il percorso di ogni tubo caldo sotto il pavimento e nei muri. Il punto di perdita compare come una chiazza calda più ampia e irregolare rispetto alla linea del tubo. Nel riscaldamento a pavimento si vede l’intera serpentina e la zona in cui il calore “sborda”.
Si chiudono i detentori dei radiatori uno alla volta o si isolano i circuiti del collettore. Il settore che continua a perdere pressione è quello da cercare. Questo passaggio riduce la ricerca da tutto l’appartamento a una stanza.
Si svuota il settore, si immette la miscela idrogeno-azoto e si passa la sonda sul pavimento. Il gas esce dal foro e attraversa il massetto in pochi minuti: il tecnico segna il punto con precisione di 10 cm. Il gas tracciante è il metodo più affidabile sui circuiti termici, dove il geofono è meno efficace per la bassa pressione.
La ricerca perdita sul riscaldamento costa da concordato prima secondo il numero di circuiti e la superficie, e dura 1-2 ore. La riparazione localizzata, con apertura di una piastrella e sostituzione del tratto di tubo o del giunto, costa a preventivo. Se il tubo in ferro è corroso in più punti, conviene valutare il rifacimento della linea o il bypass a vista, con costi da preventivo in su, detraibili al 50% con il bonus casa. Vedi la pagina prezzi.
Non continuare a ricaricare per mesi. Ogni ricarica porta ossigeno e calcare nel circuito, accelera la corrosione e riempie il massetto d’acqua. Non aggiungere liquidi sigillanti “tappaperdite” senza aver localizzato il problema: possono ostruire lo scambiatore della caldaia e le valvole termostatiche. Se la perdita è su una colonna condominiale del riscaldamento centralizzato, la spesa è comune per l’art. 1123 c.c. e va segnalata subito all’amministratore.
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Una o due volte l’anno, in genere all’inizio della stagione dopo aver sfiatato i radiatori. Se devi ricaricare ogni settimana o ogni mese, c’è una perdita o un vaso d’espansione da controllare.
È normale che scenda di 0,2-0,3 bar tra impianto caldo e freddo per la contrazione dell’acqua. Se scende di più e continua a scendere nei giorni, la perdita è reale.
Sì: scambiatore, guarnizioni o valvola di sicurezza. Il tecnico caldaia lo verifica in pochi minuti. Se la caldaia è a tenuta e la pressione cala comunque, la perdita è nell’impianto e serve la ricerca strumentale.
Solo nel punto indicato dal gas tracciante, con un’apertura di 20x20 cm. La serpentina si ripara con un giunto a pressare e si richiude. Il resto del pavimento resta intatto.
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