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Perdita nell’impianto di riscaldamento: la caldaia perde pressione

Pubblicato il 27/03/2026 · Ricerca Perdite Acqua Milano
In breve

Se la caldaia perde pressione e devi ricaricare il circuito più di una volta al mese, c’è una perdita nell’impianto di riscaldamento: radiatori, valvole, tracce a pavimento o vaso d’espansione. Con prova di tenuta e gas tracciante si trova il punto esatto senza demolire, a preventivo.

Una caldaia che perde pressione ha quasi sempre una perdita d’acqua nell’impianto di riscaldamento. Il manometro scende da 1,5 bar a 0,5 in pochi giorni, la caldaia va in blocco, tu ricarichi dal rubinetto di carico e il ciclo ricomincia. Se succede più di una volta al mese e non ci sono sfiati d’aria da fare, l’acqua sta uscendo da un radiatore, da una valvola, da un tubo nelle tracce o dalla serpentina a pavimento. In questa guida vedi come distinguere le cause, cosa controllare da solo e come si trova il punto esatto senza rompere.

Perché la caldaia perde pressione?

Un impianto a circuito chiuso non consuma acqua. Se la pressione cala, l’acqua è uscita o è stata sostituita dall’aria. Le cause si dividono in quattro gruppi.

  • Vaso d’espansione scarico o rotto. Il vaso compensa la dilatazione dell’acqua calda. Se ha perso la precarica, la pressione oscilla molto tra caldaia fredda e calda e la valvola di sicurezza scarica acqua. Costo del ripristino: a preventivo.
  • Valvola di sicurezza che sgocciola. Controlla il tubetto di scarico sotto la caldaia: se è bagnato, la valvola perde a ogni riscaldamento.
  • Perdite visibili sui radiatori. Valvole, detentori, tappi e sfiati dei termosifoni. Una goccia ogni 10 secondi vale quasi 9 litri al giorno, sufficienti a far scendere la pressione.
  • Perdite nascoste nelle tubazioni. Tubi in ferro corrosi nelle tracce a pavimento dei condomini anni ’60-’70, giunti in rame saldati male, serpentine del riscaldamento a pavimento pinzate da un tassello. Sono le perdite che non si vedono e che richiedono la ricerca strumentale.

Come capire da solo dove perde

  1. Controlla il tubetto della valvola di sicurezza. Se bagnato, il problema è vaso d’espansione o valvola: chiama il tecnico caldaia, non serve una ricerca perdite.
  2. Ispeziona tutti i radiatori con un fazzoletto di carta su valvole, detentori e tappi. Guarda anche il pavimento sotto ogni attacco.
  3. Fai il test a caldaia spenta. Porta l’impianto a 1,5 bar, spegni la caldaia e non toccare nulla per 24 ore. Se la pressione scende di oltre 0,3 bar a impianto freddo, la perdita è nei tubi o nei radiatori, non legata alla dilatazione termica.
  4. Cerca segnali sul pavimento. Piastrelle più calde delle altre in una zona senza radiatore, parquet imbarcato, fughe scure lungo una linea: indicano il tratto che perde.
  5. Chiedi al vicino di sotto se ha macchie sul soffitto: nei condomini è spesso il primo indizio di una perdita nelle tracce.

Come si trova la perdita nel riscaldamento senza rompere?

Il metodo standard per l’impianto di riscaldamento combina tre strumenti.

Termocamera

Con l’impianto acceso, la termocamera mostra il percorso di ogni tubo caldo sotto il pavimento e nei muri. Il punto di perdita compare come una chiazza calda più ampia e irregolare rispetto alla linea del tubo. Nel riscaldamento a pavimento si vede l’intera serpentina e la zona in cui il calore “sborda”.

Prova di tenuta per settori

Si chiudono i detentori dei radiatori uno alla volta o si isolano i circuiti del collettore. Il settore che continua a perdere pressione è quello da cercare. Questo passaggio riduce la ricerca da tutto l’appartamento a una stanza.

Gas tracciante

Si svuota il settore, si immette la miscela idrogeno-azoto e si passa la sonda sul pavimento. Il gas esce dal foro e attraversa il massetto in pochi minuti: il tecnico segna il punto con precisione di 10 cm. Il gas tracciante è il metodo più affidabile sui circuiti termici, dove il geofono è meno efficace per la bassa pressione.

Quanto costa trovarla e ripararla?

La ricerca perdita sul riscaldamento costa da concordato prima secondo il numero di circuiti e la superficie, e dura 1-2 ore. La riparazione localizzata, con apertura di una piastrella e sostituzione del tratto di tubo o del giunto, costa a preventivo. Se il tubo in ferro è corroso in più punti, conviene valutare il rifacimento della linea o il bypass a vista, con costi da preventivo in su, detraibili al 50% con il bonus casa. Vedi la pagina prezzi.

Cosa non fare

Non continuare a ricaricare per mesi. Ogni ricarica porta ossigeno e calcare nel circuito, accelera la corrosione e riempie il massetto d’acqua. Non aggiungere liquidi sigillanti “tappaperdite” senza aver localizzato il problema: possono ostruire lo scambiatore della caldaia e le valvole termostatiche. Se la perdita è su una colonna condominiale del riscaldamento centralizzato, la spesa è comune per l’art. 1123 c.c. e va segnalata subito all’amministratore.

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Domande frequenti

Quanto spesso è normale ricaricare la caldaia?

Una o due volte l’anno, in genere all’inizio della stagione dopo aver sfiatato i radiatori. Se devi ricaricare ogni settimana o ogni mese, c’è una perdita o un vaso d’espansione da controllare.

La pressione scende solo quando la caldaia è spenta: cosa significa?

È normale che scenda di 0,2-0,3 bar tra impianto caldo e freddo per la contrazione dell’acqua. Se scende di più e continua a scendere nei giorni, la perdita è reale.

La perdita può essere dentro la caldaia?

Sì: scambiatore, guarnizioni o valvola di sicurezza. Il tecnico caldaia lo verifica in pochi minuti. Se la caldaia è a tenuta e la pressione cala comunque, la perdita è nell’impianto e serve la ricerca strumentale.

Con il riscaldamento a pavimento bisogna rompere il massetto?

Solo nel punto indicato dal gas tracciante, con un’apertura di 20x20 cm. La serpentina si ripara con un giunto a pressare e si richiude. Il resto del pavimento resta intatto.

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