La colonna montante è condominiale fino alla diramazione verso il singolo appartamento; da lì in avanti la tubazione è privata. Per capire da dove arriva l’acqua servono la lettura dei contatori, il test di pressione sui singoli impianti e strumenti come termocamera e geofono. Con una ricerca strumentale il responsabile si individua in una mezza giornata.
Una perdita d’acqua in condominio dipende dalla colonna montante quando il punto di uscita si trova nel tratto verticale comune, cioè prima della diramazione che serve un solo appartamento. Se invece l’acqua esce dopo il rubinetto d’arresto o dal contatore divisionale in avanti, la tubazione è privata e la responsabilità è del singolo proprietario. La distinzione sembra semplice sulla carta, ma nei palazzi milanesi le tubazioni corrono dentro cavedi, sottotraccia e controsoffitti: senza strumenti si va per tentativi e spesso si sbaglia bersaglio.
Il riferimento è l’art. 1117 c.c., che elenca tra le parti comuni gli impianti idrici fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale. In pratica:
Nei condomini anni ’60 di zone come Lorenteggio, Bicocca o Città Studi le colonne sono spesso in acciaio zincato, con 50-60 anni di servizio e corrosione interna avanzata. Nelle case di ringhiera di Porta Genova o Isola, invece, gli impianti sono stati rifatti a pezzi nel tempo e il confine tra comune e privato è meno leggibile.
Alcuni segnali orientano subito verso una perdita sulla parte comune:
Se invece la macchia interessa un solo appartamento e sparisce chiudendo il rubinetto generale di quella casa, il tubo colpevole è quasi certamente privato.
Il primo test costa zero. Si chiudono tutti i rubinetti degli appartamenti e si osserva il contatore generale per 15-20 minuti. Se gira, la perdita è a monte dei contatori divisionali, quindi su colonna o su una tubazione comune. Se sta fermo, si passa a controllare i singoli contatori uno per uno: quello che si muove indica l’impianto privato che perde.
Il tecnico isola il tratto sospetto, lo mette in pressione a 3-4 bar e controlla la caduta nel tempo. Una perdita di 0,5 bar in dieci minuti su un impianto chiuso è una conferma. La prova si può fare sia sulla colonna che sulle derivazioni private, così il confronto è diretto.
Con la termocamera si vede la traccia termica dell’acqua che scorre dentro il muro: una colonna che perde disegna una striscia verticale fredda o calda, una derivazione privata una traccia orizzontale a livello del pavimento. Il geofono ascolta il rumore della fuga e permette di segnare il punto con un margine di 20-30 cm. Se il tratto è vuoto o scarica in modo intermittente, si ricorre al gas tracciante.
Una ricerca perdita in condominio parte a preventivo per il sopralluogo strumentale e arriva a a preventivo quando bisogna testare più colonne o più appartamenti. La spesa la anticipa in genere l’amministratore come intervento urgente, poi la ripartizione segue l’esito: se la perdita è sulla colonna paga il condominio per millesimi (art. 1123 c.c.), se è su un tubo privato paga il proprietario dell’appartamento da cui parte la perdita. Per questo la relazione tecnica finale è decisiva: deve dire con chiarezza dove sta il punto di uscita e su quale tratto.
| Esito della ricerca | Chi paga la riparazione | Costo indicativo |
|---|---|---|
| Colonna montante | Condominio, per millesimi | a preventivo per tratto |
| Derivazione privata | Proprietario dell’unità | a preventivo |
| Scarico comune | Condominio (solo chi usa quella colonna) | a preventivo |
Ricerca Perdite Acqua Milano interviene in tutta la città e nell’hinterland con relazione scritta e foto termografiche, utile sia per l’amministratore che per la polizza globale fabbricato. Per i casi condominiali abbiamo una pagina dedicata: ricerca perdite in condominio.
Lo stabilisce la relazione del tecnico che ha eseguito la ricerca, sulla base del punto di uscita individuato. L’amministratore applica poi la ripartizione prevista dal codice civile e dal regolamento. In caso di disaccordo si può chiedere una seconda verifica.
Di norma il rubinetto d’arresto e il contatore divisionale segnano il confine: tutto ciò che sta dopo è privato. Alcuni regolamenti contrattuali spostano il confine, quindi conviene leggerlo prima di discutere.
Con lettura contatori, prova di pressione e termocamera bastano in media 2-3 ore. Nei casi con più colonne coinvolte o perdite intermittenti si può arrivare a una giornata, con eventuale test al gas tracciante.
Puoi farlo sulla parte privata del tuo impianto. Se la perdita risulta sulla colonna, l’intervento spetta al condominio e conviene coinvolgere subito l’amministratore per non perdere il diritto al rimborso.
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